Cosa si può fare


Da oggi è possibile aiutare il villaggio di Maweni grazie alla disponibilità di Francesca, una persona speciale che si occuperà delle famiglie del villaggio e dei bambini, portando loro cibo e vestiti e convincendo i genitori a far visitare e vaccinare i figli.

Francesca si occuperà di inviare ricevute e foto a coloro che vorranno iscrivere a scuola uno dei bimbi di Maweni.

Se volete aiutarci a rendere migliore la vita del villaggio di Maweni potete collaborare con noi a sostenere le spese.

Qui di seguito trovate degli esempi di riferimento per comprendere quanto costa aiutare Maweni:

  • Iscrizione a scuola per 1 anno: 200 euro
  • Iscrizione a scuola con pernottamento e 3 pasti quotidiani: 370 euro l'anno
  • Check-up sanitario:30 euro

  • 100 vestiti: 25 euro

  • Spesa per le famiglie: 200 euro
  • 1 paio di scarpe per la scuola: 6 euro
  • Divisa per la scuola: 20 euro

Se volete aiutarci potete contattarmi via e-mail (emanuelabazzoni@hotmail.com) inserendo in oggetto "PROGETTO MAWENI".




Di cosa hanno bisogno

Siamo riusciti a far costruire una scuola che servirà ad educare questi bambini permettendo loro di sperare in un futuro diverso da quello dei loro genitori.

Abbiamo portato cibo e vestiti. Abbiamo lavato i bambini e curato le ferite.

I bambini hanno bisogno di esami del sangue e di medicine perché sono denutriti.


I bimbi di Maweni 2

I bimbi di Maweni 1

Come sopravvivono


La popolazione di Maweni si nutre prevalentemente di polenta (chiamata UGALI), fagioli e erbe che nascono spontanee.

Quando i pescatori riescono a pescare preferiscono vendere il pesce piuttosto che portarlo alle famiglie alle quali vengono concessi solo i pesci più piccoli.

Solitamente gli avanzi di pesce vengono cotti in grandi pentoloni in modo da poter avere una specie di brodo di pesce per tutti i componenti della famiglia.
I bambini sono denutriti: soffrono di malattie dovute alle carenze alimentari o muoiono nei primi anni di vita.

Il villaggio di Maweni


Maweni è un piccolissimo villaggio di pescatori.

Il paese è impossibile da individuare sulle mappe perché si compone di un centinaio di "case" fatte di fango, sassi e qualche asse di legno.

Ci sono circa 100 famiglie: in ciascuna famiglia ci sono dai 2 ai 12 figli circa.

Secondo le tradizioni abituali Kenyote i mariti non sono praticamente presenti: se riescono a lavorare escono in "barca" alla ricerca di pesce da vendere, altrimenti trascorrono le giornate lontano dai figli e dalle mogli a bere "la bomba", un liquore ricavato dal cocco fermentato che provoca allucinazioni e reazioni violente.


Spesso i mariti ripudiano le mogli e sottaggono loro i figli.